Chissà perchè sempre l'alba ci accompagna nei pensieri, nei ricordi di montagna. Sempre chiude gli occhi e le orecchie e all'improvviso le costringe ad aprirsi. Nel grigio profondo di una mattina, cammino per la salita nel bosco. Il rumore delle ciaspe, dei rami spezzati e della neve indurita è quasi violento. Mi accompagnano il freddo e un po' alla volta il cielo che schiarisce. Rovisto nel mio zaino, nelle poche cose che ho con me. Mangio accompagnato dal silenzio e dal sole che sporca di giallo il grigio del cielo. La neve è attraversata dalle impronte di conigli bianchi frettolosi e cervi ammutoliti, che non si fermano, non riposano. Ci sarà una Biancaneve in questo Paese delle Meraviglie? Me lo chiede il nanetto rosso e blu appoggiato sul tavolo della casera. Tornerà l'estate, ancora una volta, rispondo. Al ritorno scivolo giù nel bianco e nero della valle, veloce e contento. Il nanetto torna a lavorare; col suo piccone in fondo alla val Gares.
Ettore |